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"Mistero Buffo" dal 1969, anno in cui Dario Fo e Franca Rame lo misero in scena per la prima volta a Milano in un capannone di Porta Romana, è stato replicato migliaia di volte in Italia e in tutto il mondo. Lo spettacolo nacque con l'intento di dimostrare l'esistenza storica di un teatro popolare di grande valore, che nulla aveva da invidiare ai testi di tradizione erudita, espressione della cultura della classe sociale dominante. C'erano monologhi di tradizione popolare, tratti da giullarate e fabliaux del medioevo,

non solo italiane, ma provenienti da tutta Europa. A più di quarant’anni di distanza, l’impatto di queste storie sul pubblico continua ad essere forte immediato, capace di far emergere pensieri e ideali condivisi. Ne sono la prova i ragazzi che vedono oggi per la prima volta questi testi recitati: coinvolti dalla vitalità giocosa di questo particolare modo di raccontare, riscoprono la possibilità di riappropriarsi della ‘Storia’ da un punto di vista nuovo, cioè attraverso ‘altre storie’ diverse e attuali, proprio come accadde a quella generazione di giovani che lo videro in scena nei primi anni ’70. La presenza disponibile e affettuosa dei due Maestri, che ci sostengono in questo percorso, aggiunge un significato particolare al valore già così forte di questa esperienza: incoraggiare un passaggio di testimone tra le generazioni, perché continui a rinnovarsi la tradizione di quel teatro popolare e ‘politico’, che è alla radice della nostra cultura e del nostro modo di essere attori. La parpaja topola, la resurrezione di Lazzaro, il primo miracolo di Gesù bambino, il tumulto di Bologna e tutti gli altri pezzi più famosi del repertorio di Dario Fo e Franca Rame, interpretati dagli ex allievi della Scuola Paolo Grassi di Milano e della Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. Lo spettacolo nasce nel giugno 2012, a luglio è in scena al Festival d'Avignon Off all'interno della Cour d'Honneure de la Faculté de Sciences, cortile dedicato alle scuole di teatro e gestito in collaborazione con la Academie Internationale des Artes du Spectacle de Versailles diretta da Carlo Boso. Dopo il successo avignonese, Mistero Buffo è ospitato all'interno del Mittelfest e in novembre al Teatro Due di Roma, all'interno della rassegna Le Vie dei Festival.


Lo spettacolo è modulare e si adatta, per durata e composizione delle affabulazioni, alle caratteristiche dello spazio e della serata. Il cast può variare da un minimo di 2 attori ad un massimo di 20. Può agire sia su palco frontale, che in una situazione itinerante e in diversi luoghi simultaneamente: all'aperto e alla luce del sole come al chiuso. Le durate dei monologhi sono diverse, si possono comporre serate da 120 min di spettacolo come da 40 min.


Tratto dall'intervista a Dario Fo - Corriere della Sera di Roma - del 15/11/2013

Mistero Buffo e altre storie - Dario Fo entusiasta dei ragazzi: grinta e personalità  -  in scena gli allievi delle scuole Paolo Grassi di Milano e Nico Pepe di Udine.

“E' impressionante cosa sono riusciti a muovere questi ragazzi! Raramente ho visto degli interpreti di quel mio lavoro sostituirsi, rompere i ritmi, mostrare grande personalità e capacità nell'arte della pantomima e del canto, improvvisare con il pubblico come questi giovani fanno” non frena il suo entusiasmo Dario Fo davanti alla prova d'attore dei giovani diplomati alla scuola Paolo Grassi di Milano e all'Accademia Nico Pepe di Udine...

“Servono attori giovani per il mio Mistero” incalza Fo. “L'ho visto in alcuni casi recitare così male da urlare dalla rabbia, da parte di attori ignari del contesto. Quei monologhi venivano realmente recitati nel Medioevo. Fare il giullare significava mettere a rischio la propria vita. Era una sorta di missione sociale. Ecco, quello che ritrovo nei ragazzi è la precisa consapevolezza. Mi somigliano anche nel modo di affrontare la platea: l'improvvisazione, la rottura della quarta parete. Paolo Rossi, per fare un esempio: ha strappato la risata, ma ha massacrato il testo”.
“Lo spettacolo è andato ad Avignone: per farsi notare fra duecento compagnie hanno avuto l'idea di recitarlo per strada, ed è stato un successo”.

 

La Nave dei Folli

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